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Economia circolare in campo: quando gli scarti agricoli diventano nuove risorse
Nel modello agricolo tradizionale, molti residui di produzione – come scarti di raccolta, sottoprodotti della lavorazione alimentare o biomasse vegetali – venivano considerati rifiuti. L’economia circolare ribalta questo approccio: ciò che resta della produzione agricola può diventare una nuova risorsa, capace di generare energia rinnovabile, fertilizzanti naturali o nuovi materiali.
L’Unione Europea considera questo modello uno dei pilastri della transizione ecologica. Il Circular Economy Action Plan, parte del Green Deal europeo, punta infatti a ridurre gli sprechi e a valorizzare le risorse biologiche, trasformando i residui organici in nuove opportunità per l’economia e per l’ambiente.
Uno degli esempi più concreti di economia circolare in agricoltura è la produzione di biogas e biometano a partire da scarti agricoli e sottoprodotti agroalimentari. Residui vegetali, liquami o scarti di lavorazione sono trasformati attraverso processi di digestione anaerobica in gas combustibile utilizzabile per produrre energia elettrica, calore o carburante rinnovabile.
Secondo la Commissione Europea, l’energia prodotta da biomasse e rifiuti organici rappresenta oggi la principale fonte di energia rinnovabile nell’Unione: circa il 59% dei consumi di energia rinnovabile deriva dalla bioenergia, che include anche le biomasse agricole. Questo dimostra il ruolo strategico dell’agricoltura nella transizione energetica.
In Italia, il settore è particolarmente sviluppato: il Paese conta oltre 2.200 impianti di biogas, che trasformano sottoprodotti e residui delle attività agricole in energia rinnovabile e fertilizzanti organici.
I benefici dell’economia circolare non si fermano alla produzione energetica. I processi che generano biogas producono anche un sottoprodotto chiamato digestato, una sostanza ricca di nutrienti che può essere utilizzata come fertilizzante naturale nei campi. In questo modo si crea un ciclo virtuoso: gli scarti agricoli diventano energia e, allo stesso tempo, contribuiscono a migliorare la fertilità dei suoli riducendo il ricorso ai fertilizzanti chimici.
Per il comparto ortofrutticolo, questo significa rendere la filiera più sostenibile: gli scarti di lavorazione e le biomasse agricole possono infatti diventare fonti di energia pulita, contribuendo alla riduzione delle emissioni e alla costruzione di un sistema produttivo più efficiente e circolare.
Fonti
- Commissione Europea. Circular Economy Action Plan. European Commission, https://environment.ec.europa.eu/strategy/circular-economy-action-plan_en.
- European Commission. Bioenergy Report: Bioenergy Sustainability in the EU. European Commission, 2023. https://energy.ec.europa.eu/news/bioenergy-report-outlines-progress-being-made-across-eu-2023-10-27_en
- European Biogas Association. Circular Bioeconomy and Biogas Systems. European Biogas Association. https://www.europeanbiogas.eu/policies/circular-bioeconomy/?utm_source=chatgpt.com
- Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano. Economia circolare: modelli di agricoltura sostenibile. ESG360 / Osservatori.net. https://www.osservatori.net/blog/sostenibilita-alimentare/economia-circolare-significato-come-funziona/?utm_source=chatgpt.com
- CIB – Consorzio Italiano Biogas. Il biogas in Italia: dati e sviluppo del settore agricolo. Consorzio Italiano Biogas, https://www.consorziobiogas.it.