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Definire lo standard di sostenibilità nella produzione ortofrutticola

Il progetto Generazione Ortofrutta nasce dalla collaborazione di Italia Ortofrutta, CREA e le Organizzazioni di Produttori, per rafforzare il posizionamento del comparto ortofrutticolo sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale, attraverso la definizione e l’adozione dello Standard di sostenibilità del settore ortofrutticolo, fondato su parametri scientifici e misurabili.

Il percorso coinvolge direttamente le OP e i soci produttori, per applicare in tutte le fasi del ciclo produttivo – in campo, in serra e in magazzino – le buone pratiche definite nel disciplinare tecnico, realizzando investimenti e trasformazioni finalizzate a migliorare la performance sostenibile e accrescere la valorizzazione delle loro produzioni. Il rispetto dei parametri dello Standard di sostenibilità consentirà il raggiungimento della relativa certificazione e l’utilizzo del simbolo grafico ideato per identificare la produzione ortofrutticola sostenibile, garantendo così trasparenza e tracciabilità ai gruppi distributivi e al consumatore finale.

Il progetto Generazione Ortofrutta si inserisce nell’evoluzione verso l’eccellenza che caratterizza l’ortofrutta italiana da diversi decenni. Le certificazioni SQNPI e GlobalG.A.P. già in uso e diffuse presso le OP, così come quelle legate all’agricoltura biologica nonché l’applicazione delle norme dell’intervento settoriale ortofrutta, sono infatti recepite nel disciplinare di sostenibilità e costituiscono una base riconosciuta per accedere al percorso.

Generazione Ortofrutta attraversa oggi quattro settori vitali dell’ortofrutta: frutta, ortaggi, produzione biologica e agrumi. È rappresentata da 28 OP attive in 17 regioni d’Italia per un totale di oltre 4.000 soci produttori e circa 33.000 ettari di terreno coltivato.

Per la definizione dello Standard di sostenibilità nel settore ortofrutticolo sono state assunte come principali fonti di riferimento il Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI), il GLOBALG.A.P., il Regolamento del Biologico (Regolamento UE 2018/848) e le Disposizioni nazionali in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e delle loro associazioni (MASAF DM n. 0525633 del 27/09/2023). L’obiettivo è stato quello di integrare le normative esistenti che affrontano i temi della sostenibilità, considerandole come base fondamentale del lavoro. Tali riferimenti costituiscono infatti un punto di partenza solido, che consente di evitare duplicazioni nella definizione dello Standard di sostenibilità.

I parametri che definiscono la sostenibilità sono stati riuniti in un unico perimetro che delinea lo Standard di sostenibilità ortofrutticola, a cui ne sono stati aggiunti alcuni che non erano presenti, con l’obiettivo di valorizzare quanto già esistente, assumendolo come consolidato, e allo stesso tempo di colmare le eventuali lacune, al fine di sviluppare un approccio completo alla sostenibilità, intesa in tutte le sue dimensioni: ambientale, economica e sociale.

Gli ideatori del progetto

Italia Ortofrutta è ispiratore e promotore del progetto Generazione Ortofrutta, dalla ideazione e definizione del disciplinare tecnico dello Standard di sostenibilità, all’attività di formazione per le OP e i loro tecnici, alla divulgazione, passo dopo passo, delle innovazioni e delle trasformazioni intraprese all’interno delle Organizzazioni di Produttori. L’obiettivo è far emergere il valore rilevante del sistema ortofrutticolo, in linea con la missione che da sempre guida l’attività dell’associazione.

Italia Ortofrutta infatti rappresenta e tutela gli interessi delle Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli italiani, operando per rafforzarne la capacità economica, la forza contrattuale e il reddito, valorizzarne il ruolo strategico all’interno della filiera e contribuire in modo concreto alla crescita, al vantaggio competitivo e alla solidità del settore.

Sviluppa il settore ortofrutticolo aggregato in OP promuovendo anche progetti di ricerca scientifica applicata sul campo, orientati alle reali esigenze dei produttori italiani, con l’obiettivo di diffondere tecniche di coltivazione innovative, resilienti e sostenibili, capaci di rispondere alle sfide del cambiamento climatico.

Il CREA è il principale ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari e alle foreste – vigilato dal Masaf (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) – che opera in un’ottica multi e interdisciplinare con un’attenzione particolare alla sperimentazione ed è il partner scientifico del progetto.

Nel comparto ortofrutticolo, il CREA è impegnato nel miglioramento genetico con tecniche classiche e innovative, attingendo anche alle straordinarie collezioni di varietà che custodisce, con l’obiettivo di sviluppare frutti e ortaggi più resistenti a malattie, parassiti e stress ambientali, garantendo elevati standard qualitativi e nutrizionali e valorizzando le produzioni tipiche italiane in un’ottica di tutela dell’agrobiodiversità.

Particolare attenzione è rivolta allo studio di tecniche di coltivazione sostenibili, in convenzionale e in biologico, come l’agricoltura di precisione e quella rigenerativa, per la gestione efficiente delle risorse idriche e del suolo, la riduzione dell’uso di fitofarmaci e la promozione della difesa integrata. Si sviluppano altresì strumenti e applicativi digitali e sensori per il supporto alle decisioni, il monitoraggio delle colture, l’ottimizzazione della produzione e la riduzione degli sprechi. Viene analizzata, inoltre, la qualità organolettica e nutrizionale dei prodotti, la loro conservabilità post-raccolta e la sicurezza alimentare lungo tutta la filiera.

L’Ente è molto attivo sul fronte dell’educazione alimentare, promuovendo con approcci originali e strumenti efficaci un maggiore consumo di frutta e verdura della dieta quotidiana, a partire dai banchi di scuola.

I parametri dello standard di sostenibilità

Sono più di trenta i parametri identificati per la sostenibilità ambientale, economica e sociale per misurare le lavorazioni in campo e in magazzino.
In campo
01

Efficientamento dell’uso di acqua rispetto alla situazione ordinaria/preesistente.

02

Riduzione dell’uso di fitofarmaci.

03

Efficientamento dell’uso dei fertilizzanti.

04

Livello di assistenza tecnica agronomica fornita dalla OP.

05

Utilizzo di macchinari e attrezzature di tipologie meno inquinanti.

06

Utilizzo mezzi tecnici e pratiche agronomiche a minor impatto ambientale.

07

Presenza di sistemi per il riutilizzo/riciclaggio dell’acqua.

08

Utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili.

09

Efficientamento dell’uso del carburante agricolo.

10

Efficientamento dei costi energetici.

11

Efficientamento dei costi del carburante.

12

Presenza di politiche di welfare aziendali ed incentivi integrativi rispetto ai salari/contratti.

13

Presenza di opportunità di aggiornamento e sviluppo delle competenze professionali.

14

Presenza di strumenti di miglioramento dei luoghi di lavoro per il benessere del lavoratore.

15

Presenza di strumenti a tutela della salute e della sicurezza del lavoratore integrativi rispetto agli obblighi di legge.

16

Presenza di pratiche a tutela delle identità di genere, etnia e religione integrative rispetto agli obblighi di legge.

In magazzino
17

Energia e decarbonizzazione.

18

Efficienza circolare dell’acqua.

19

Presenza di sistemi per il riutilizzo di scarti e rifiuti di lavorazione.

20

Presenza di tecnologie, macchinari e procedure che riducono l’impatto inquinante.

21

Pratiche di riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi.

22

Gestione di sistemi di refrigerazione a basso impatto.

23

Efficientamento dei costi idrici nei magazzini.

24

Efficientamento dei costi energetici.

25

Ottimizzazione dei processi di lavorazione del prodotto.

26

Ottimizzazione dei processi di logistica esterna e interna.

27

Presenza di riconoscimenti che valorizzano il prodotto.

28

Gestione delle eccedenze e degli sprechi.

29

Presenza di politiche di welfare aziendale e incentivi integrativi rispetto ai salari/contratti.

30

Presenza di opportunità di aggiornamento e sviluppo delle competenze professionali.

31

Salute e benessere (oltre la legge 81/08).

32

Equità sociale e Diversity Management.

33

Presenza di policy e di attività finalizzate alla valorizzazione delle produzioni.

34

Presenza di policy e sistemi organizzativi.