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22/07/2026

La sostenibilità è una questione di varietà

La sostenibilità non dipende da una singola scelta, ma da un insieme di decisioni che interessano ogni fase della produzione. Ne è convinto Antonio Zangari, tecnico agronomo di OP Orizzonte, che individua nell’innovazione varietale e nell’evoluzione delle tecniche produttive il primo passo per costruire un’agricoltura capace di rispondere alle sfide del presente.

“Parlare di sostenibilità oggi, vuol dire parlare di innovazione. È attraverso la scelta di varietà più resilienti e di nuove tecnologie che possiamo produrre meglio, consumando meno risorse e rimanendo competitivi.”

Per l’OP con sede a Melicucco (RC), questa visione si traduce anche nella scelta di investire in produzioni biologiche.

“La nostra idea di sostenibilità parte da una scelta varietale ben precisa. Scegliere cultivar più moderne significa avere piante con minori esigenze idriche e nutrizionali, capaci di affrontare meglio le criticità e rendere più efficiente la gestione del frutteto.”

A questa scelta si affiancano nuovi mezzi tecnici e tecnologie di supporto, che consentono una gestione più precisa delle coltivazioni e aiutano ad affrontare criticità che fino a pochi anni fa erano molto più difficili da gestire.

Competitività e sostenibilità seguono la stessa direzione

Secondo Zangari, oggi non è più possibile separare sostenibilità e competitività.

L’aumento dei costi energetici, la minore disponibilità di acqua e la crescente pressione di insetti e patogeni stanno cambiando il lavoro delle aziende agricole. In questo contesto, una scelta sostenibile rappresenta la strada più diretta per rimanere sul mercato in modo competitivo.

“Oggi il produttore cerca soluzioni che gli permettano di continuare a crescere senza compromettere la redditività della propria azienda. La sfida è costruire sistemi produttivi più equilibrati, capaci di utilizzare risorse e mezzi tecnici in modo sempre più efficiente, senza compromettere qualità e quantità delle produzioni. Innovare in modo sostenibile significa proprio questo: produrre in modo più efficiente e competitivo, utilizzando al meglio ciò che abbiamo a disposizione.”

Misurare la sostenibilità per darle valore

Perché questo impegno venga riconosciuto è necessario poterlo misurare e raccontare attraverso dati oggettivi. È questo l’obiettivo del percorso avviato da Generazione Ortofrutta, che porterà alla definizione di uno standard di sostenibilità fondato su parametri scientifici e misurabili. Per Zangari, disporre di indicatori condivisi significa poter descrivere con maggiore precisione il lavoro svolto dalle Organizzazioni di Produttori, rendendo evidenti scelte e azioni che spesso rimangono poco visibili lungo la filiera.

Ed è proprio dal campo, “calpestando il terreno”, che secondo lui bisogna partire per capire come è cambiato il comparto ortofrutticolo negli ultimi anni e come potrebbe trasformarsi in futuro. Per questo sostenibilità non è un punto d’arrivo, ma un percorso di evoluzione continua, da costruire insieme- produttori, ricerca e innovazione.

 

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