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08/07/2026

Sostenibilità significa anche creare valore per le persone.

Leandro Caccamo, presidente di Pianagri, racconta come innovazione, inclusione sociale e ricambio generazionale contribuiscono a costruire l’ortofrutta del futuro.

Nel cuore della Piana di Gioia Tauro, uno dei principali distretti agrumicoli italiani, la sostenibilità assume un significato che va oltre la tutela dell’ambiente. Qui opera Pianagri, Organizzazione di Produttori che riunisce oltre 1.200 soci e rappresenta una delle realtà cooperative più importanti della Calabria.

A guidarla è Leandro Caccamo, presidente dell’OP e rappresentante di una nuova generazione di imprenditori agricoli che guarda alla sostenibilità come a un percorso capace di tenere insieme ambiente, innovazione e responsabilità sociale. Una visione che parte dai campi e arriva fino alle persone e alle comunità del territorio.

Una sostenibilità che parte dai campi

Per Caccamo parlare di sostenibilità significa osservare l’azienda agricola nel suo insieme. Non esiste un unico indicatore, ma un equilibrio tra pratiche agronomiche, gestione delle risorse e attenzione alle persone.

«Guardiamo la sostenibilità sotto diversi aspetti. Il primo riguarda le buone pratiche fatte in campagna dai nostri agricoltori, quindi una corretta gestione della risorsa idrica, l’etica nell’impiego dei lavoratori e una giusta remunerazione affinché possano sostenere il loro lavoro e abbiano il giusto riconoscimento.»

Una visione che negli ultimi anni si è tradotta anche in investimenti concreti. Pianagri ha introdotto sistemi di tracciabilità delle performance ambientali delle aziende agricole e sta realizzando un magazzino innovativo dotato di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, in grado di raccogliere dati utili a migliorare l’efficienza dei processi produttivi e a ridurne l’impatto ambientale.

La sostenibilità è anche una questione sociale

Se la gestione delle risorse rappresenta una componente fondamentale del percorso di Pianagri, è sul piano sociale che emerge uno dei suoi aspetti più distintivi. Per Caccamo, infatti, la sostenibilità non si misura soltanto attraverso indicatori ambientali, ma anche dalla capacità dell’impresa di generare opportunità per le persone.

«Pensiamo che l’azienda debba intrecciarsi con il tessuto sociale e diventa sostenibile nel momento in cui dà delle risposte.»

Tra gli esempi di cui va più orgoglioso c’è un progetto nato per favorire l’inserimento lavorativo di donne che, per motivi culturali e sociali, avevano incontrato difficoltà ad accedere al mondo del lavoro.

«Abbiamo creato inizialmente un reparto composto solo da donne. Oggi fanno parte della nostra squadra a tutti gli effetti.»

Costruire il futuro insieme

L’adesione a Generazione Ortofrutta arriva come naturale conseguenza di questo percorso.

«Abbiamo deciso di aderire a Generazione Ortofrutta perché vogliamo essere partecipi della costruzione di principi che possano restituire qualcosa per il futuro.»

Il richiamo contenuto nel nome stesso del progetto assume per Caccamo un significato particolare: una parola che richiama il ricambio generazionale, ma anche la responsabilità di lasciare un’agricoltura migliore rispetto a quella ricevuta.

Per questo il presidente di Pianagri vede nelle nuove generazioni uno sguardo diverso sul futuro.

«Abbiamo occhi che guardano al presente e al futuro con una sensibilità diversa. Quello che vogliamo lasciare sarà sicuramente qualcosa di migliore e noi ce la stiamo mettendo tutta.»

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