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22/05/2026

Frutta a guscio: cresce la domanda e accelera la trasformazione della filiera italiana

Negli ultimi anni la frutta a guscio è diventata una presenza sempre più stabile nel consumo quotidiano degli italiani grazie alle sue caratteristiche nutrizionali, alla versatilità d’uso e alla crescente attenzione verso modelli alimentari più equilibrati. Una trasformazione, questa, che sta ridefinendo anche gli equilibri produttivi e le strategie della filiera.

Secondo gli ultimi dati elaborati da ISMEA, la frutta a guscio sta vivendo una fase di espansione significativa nel mercato italiano. Nel 2025 gli acquisti al dettaglio hanno superato la soglia di 1,1 miliardi di euro, con una crescita del +13% rispetto all’anno precedente, confermando il peso crescente della categoria nella spesa ortofrutticola delle famiglie.

Oggi in Italia la produzione di frutta a guscio è in crescita e la sua disponibilità complessiva è coperta per il 37% dalla produzione nazionale, che tuttavia non è sufficiente a soddisfare la domanda. Per questo motivo, una quota significativa proviene dalle importazioni. È in questo contesto che la crescita del mercato si intreccia con una trasformazione più profonda della filiera, dove sostenibilità e innovazione diventano fattori determinanti.

Il rafforzamento della produzione nazionale non risponde infatti solo a logiche economiche, ma anche alla necessità di ridurre l’impatto ambientale legato alle importazioni, migliorare la tracciabilità e valorizzare le produzioni locali.

La ricerca sta già offrendo risposte concrete in questa direzione. Il CREA, con il progetto “Valore in campo”, ha lavorato per costruire una filiera della frutta a guscio più produttiva e resiliente, intervenendo su aspetti chiave come il miglioramento genetico, la gestione agronomica e l’innovazione dei processi.

Tra i risultati più significativi emerge lo sviluppo di varietà più adattabili ai cambiamenti climatici e l’introduzione di tecniche in grado di ottimizzare l’uso delle risorse, come nel caso dei mandorleti, dove sistemi avanzati di irrigazione permettono di ridurre il consumo idrico anche oltre il 20% senza compromettere resa e qualità.

Si rafforza anche l’approccio circolare alla gestione delle risorse. I residui della lavorazione, come quelli derivanti dal carrubo, possono essere reimpiegati per la produzione di energia o come ammendanti agricoli, trasformando uno scarto in una risorsa e contribuendo a ridurre l’impatto ambientale complessivo della filiera.

Le pratiche sviluppate nella filiera della frutta a guscio – dall’uso efficiente dell’acqua alla riduzione degli input, fino alla valorizzazione degli scarti – rappresentano un esempio concreto di come innovazione e sostenibilità possano procedere insieme, contribuendo a rafforzare la competitività del comparto.

 

Fonti

  • ISMEA. Dalla filiera all’arte dolciaria: numeri, tendenze e prospettive della frutta in guscio. 2026.
  • CREA. Frutta a guscio: il ruolo della ricerca per la costruzione di una filiera italiana più produttiva, resiliente e competitiva. 2026.
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